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Ragadi in gravidanza

Durante la gravidanza è possibile l'insorgenza delle ragadi anali a causa dell'aumento delle dimensioni dell'utero.

Le ragadi sono piccole ma profonde erosioni cutanee, che possono interessare varie regioni corporee ed in particolare gli orifizi, come la bocca e l'ano.

Nello specifico, le ragadi anali sono un piccolo "taglietto" che si crea sull'omonima apertura, a causa di un'eccessiva dilatazione durante il passaggio delle feci. In questa sede la presenza di abbondanti terminazioni nervose rende il disturbo particolarmente irritante e doloroso. Le fitte si fanno più intense al momento della defecazione, soprattutto quando vengono espulse feci dure e voluminose che, per attrito, favoriscono la lesione delle pieghe anali. Oltre ad aggravare questo fastidioso disturbo, la stitichezza rappresenta anche uno dei principali agenti casuali.

Considerata la diffusione del problema stipsi, non deve quindi sorprendere che le ragadi anali costituiscano un'affezione frequentemente riscontrata nella pratica proctologica.

La presenza di ragadi anali causa uno spasmo dello sfintere anale interno, il cui controllo, a differenza di quanto avviene per l'anello più esterno, è indipendente dalla volontà dell'individuo. Tale condizione contratturale è responsabile della cronicizzazione del disturbo, perché, oltre a impedire la normale e fisiologica dilatazione dell'ano, ne ostacola l'afflusso di sangue e con esso la possibilità di guarigione spontanea.