Donare il sangue: un'abitudine mensile per fare e farsi del bene

Donare il sangue: un'abitudine mensile per fare e farsi del bene

Sabato mattina, sveglia ore 7.30, colazione alle 8.00, donazione alle 11.00.

Non c’è risveglio migliore del giorno in cui andrai a donare il sangue. Una volta ogni quattro mesi mi ritrovo sdraiato su un lettino in una grande stanza con altri donatori. È un’esperienza unica nel suo genere. Non è soltanto un prelievo, è un percorso durante il quale si conoscono persone meravigliose, come le infermiere che ti coccolano da quando ti sdrai a quando ti rialzi e dietro cui si nascondono storie d’amore e passioni.
È così che donare il sangue diventa un’esperienza di condivisione perché, sotto quel tetto e sopra quei lettini, siamo tutti uguali e vogliamo tutti aiutare il prossimo. Le infermiere memorizzano immediatamente il tuo nome, si interessano della tua storia e raccontano la propria.

C’è Maria (nome di fantasia) che ha fondato Net2Protect, il primo network italiano per mettere in contatto esperti, associazioni e istituzioni per proteggere i minori e garantire loro un futuro migliore. Come tutti i progetti di successo, Net2Protect nasce dall’esigenza di Maria di dare alle nuove generazioni un’infanzia migliore di quella che le è stata riservata da piccola. Maria è una donna forte, è piena d’amore e non ti lascia solo nemmeno per un secondo. In quel momento ti senti a casa.
E poi c’è Francesca (sempre un nome di fantasia), un’infermiera che mi confessa essersi appena emozionata perché ha visto un signore egiziano che ha portato altri due suoi amici. La sua emozione nasce dalla meravigliosa magia di quei lettini che hanno la capacità di rendere tutti più uguali: donare il sangue è un gesto d’amore e di fratellanza, lo fai per il prossimo senza nemmeno volere un “grazie”. Francesca è una donna molto sensibile, ama il suo lavoro e riesce a farti sorridere soltanto con la gioia nei suoi occhi.

Quando la sacca di sangue raggiunge la capienza obiettivo, le infermiere estraggono dolcemente l’ago. Da quel momento inizia il periodo di controllo: 10 minuti sdraiati, poi 10 minuti seduti sul lettino. Poiché al corpo è stata sottratta una quantità di sangue tra i 425 e i 450 ml, è necessario assumere molti liquidi nelle 24 ore successive. I volontari offrono succhi di frutta e, una volta alzati in piedi, è possibile usufruire di un buono per un pasto gratuito completo.
Dopo la donazione ci si sente un po’ spossati, le prime volte la spavalderia prendere il sopravvento e ci si comporta come se nulla fosse ma il corpo ti richiama subito all’ordine. E anche se la sensazione di debolezza dura la restante parte della giornata, una felicità immensa per aver fatto del bene pervade sia il corpo che la mente.

Come ogni mese, raccontiamo la storia di chi vive e lavora in NaturaDiretta. È il nostro personale impegno nei tuoi confronti che ci stai leggendo. E così, ogni quattro mesi io mi prendo l’impegno di dare me stesso per aiutare il prossimo. Siamo fatti per condividere e quest’oggi abbiamo condiviso questa storia con te.

Perché donare il sangue?
1.    Puoi salvare una vita, tutti i giorni i nostri ospedali ricevono migliaia di codici rossi
2.    Aiuti molte persone che necessitano sangue per trapianti e operazioni chirurgiche
3.    Ti tieni sotto controllo: dopo ogni donazioni ricevi l’esame del tuo sangue gratuitamente
4.    Servono solo pochi minuti
5.    Non fa male, un pizzicotto è peggio
6.    È un bellissimo gesto di solidarietà
7.    Un giorno potresti averne bisogno tu!

Cerca la sede  Avis più vicina a te e diventa donatore!

2 Comments

    • Avatar
      Elettra Consoli
      mag 24, 2018

      Bellissimo gesto!! Ho letto con piacere l'articolo e spero di poter donare anch'io un giorno!

      • Avatar
        NaturaDiretta
        mag 24, 2018

        Grazie mille Elettra :) Siamo contenti di averti ispirata :)

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